Officine

La scrittura per il cinema

a cura di Francesca Serafini

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Quando una storia chiede di essere raccontata uno scrittore deve scegliere la forma giusta per valorizzarne tutte le potenzialità. Il suo lavoro è sulle tecniche e sui linguaggi. Scrivere per il cinema significa essere consapevoli di due cose: che oltre alla parola si ha a disposizione l’immagine; e che tutto quello che viene scritto è solo una preparazione per un’opera collettiva che sarà completata da altri. Ma non si arriverà mai a quel momento se prima chi scrive non si è fatto tutte le domande giuste.

In questo laboratorio cercheremo tutte le domande, e impareremo a dare qualche risposta ragionando sulle tecniche e i linguaggi che aiutano a trovarle.

Francesca Serafini, linguista di formazione, scrive libri (Questo è il punto. Istruzioni per l’uso della punteggiatura, 2012, Laterza; Di calcio non si parla, 2014, Bompiani) e da molti anni sceneggiature per la tv (La squadra; Medicina generale, ecc.) e per il cinema (con Claudio Caligari e Giordano Meacci ha scritto l’ultimo film di Caligari, Non essere cattivo, 2105, designato a rappresentare il cinema italiano nella selezione per l’Oscar al Miglior film straniero del 2016). Il suo ultimo lavoro è Principe libero, un tvmovie sulla biografia di Fabrizio De André, interpretato da Luca Marinelli.

Durata laboratorio: 8 ore divise in due sessioni da 4ore

Date e orari: Venerdì 1 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 19,00

Sabato 2 dicembre dalle ore 15,00 alle ore19,00

Partecipanti max 15; Quota di iscrizione: €100,00;

Cinque posti al costo ridotto di €80,00 sono riservati agli under 25.

Sede Istituto Marcelline, Viale Otranto n. 67 – Lecce

Per info e prenotazioni: info@leccefestival.it cell. 347 5066681

 

Tradurre Here I Am di Jonathan Safran Foer

a cura di Irene Abigail Piccinini

Ogni scrittore ha la sua voce ed è di quella voce che il traduttore si mette in ascolto per renderla in italiano. Quando poi la scrittura è quella di Jonathan Safran Foer, ricca di inventiva, di battute, giochi di parole, calembours, ammiccamenti e strizzatine d’occhio, di riferimenti e citazioni più o meno nascoste, il traduttore è impegnato a tutto tondo in ricerche e approfondimenti in campi diversissimi. Ecco perché, oltre alla padronanza di molteplici registri linguistici, per un buon lavoro di traduzione è necessaria una gran ginnastica mentale.Le attività del laboratorio si baseranno su quattro aspetti chiave:

1. Ascoltare la voce dell’autore: il primo passo per la traduzione

2. Il linguaggio giovanile e il turpiloquio

3. Espressioni idiomatiche e giochi di parole

4. Tradurre il mondo ebraico

Irene Abigail Piccinini traduce da più di quindici anni dall’inglese e dal tedesco opere di narrativa, saggistica divulgativa e letteratura per ragazzi, collaborando con varie case editrici: Guanda, Longanesi, Il Saggiatore, Marco Tropea editore, Cairo editore, De Agostini. Tra i suoi autori, dall’inglese, Jonathan SafranFoer, John Banville, Bernard MacLaverty, Sue Miller, CurtLeviant; dal tedesco, Ferdinand von Schirach e Monica Cantieni. Alla più ampia attività di traduzione, affianca revisioni editoriali e consulenze mirate su tematiche riguardanti la cultura ebraica e la trascrizione di termini ebraici e yiddish.

Durata laboratorio: 8 ore divise in due sessioni da 4ore

Date e orari: Venerdì 1 dicembre dalle ore 15,00 alle ore 19,00

Sabato 2 dicembre dalle ore 09,00 alle ore 13,00

Partecipanti max 15; Quota di iscrizione: €70,00;

Cinque posti al costo ridotto di €50,00 sono riservati agli under 25.

Sede Istituto Marcelline, Viale Otranto n. 67 – Lecce

Per info e prenotazioni: info@leccefestival.it cell. 347 5066681